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Alimentazione

Perché scegliere gli alimenti biologici

Di Chiara Martinelli  ·  25 Agosto 2023  ·  5 min di lettura
Perché scegliere gli alimenti biologici

Scegliere gli alimenti biologici significa non solo intraprendere uno stile di vita più sano, ma anche tutelare l’ambiente, dando il proprio contributo alla riduzione delle emissioni dannose.

Alimenti biologici: perché sceglierli

Per assicurare standard qualitativi condivisi nell’ambito della produzione biologica sono stati imposti requisiti essenziali, regolamentati a livello europeo, che promuovono un approccio sostenibile alla produzione alimentare. Tra gli elementi più rilevanti ci sono l’uso prevalente di risorse rinnovabili locali e il riciclo di rifiuti e sottoprodotti provenienti da fonti vegetali e animali. L’obiettivo primario è tutelare la salute dei consumatori, il benessere degli animali, la sicurezza alimentare globale e la conservazione dell’ambiente.

Evitare prodotti chimici

Scegliere gli alimenti biologici significa optare per prodotti che vengono coltivati o prodotti senza l’uso di pesticidi sintetici, erbicidi, fertilizzanti chimici e altri prodotti chimici artificiali comunemente utilizzati nell’agricoltura convenzionale.

Tra i principali prodotti chimici che vengono utilizzati nell’agricoltura tradizionale ci sono:

Riducendo l’esposizione alle sostanze chimiche, gli alimenti biologici possono contribuire a ridurre il rischio di effetti collaterali negativi a lungo termine derivanti dall’accumulo di residui chimici nel corpo umano. Questo è un aspetto particolarmente importante tanto negli adulti quanto nei bambini.

Proteggere dall’inquinamento l’ambiente

Scegliere alimenti biologici significa anche incentivare le tecniche agricole volte a tutelare l’ambiente. Tra le principali attività attraverso cui l’agricoltura biologica contribuisce a ridurre l’inquinamento ambientale ci sono:

Inoltre, l’agricoltura biologica favorisce le pratiche di gestione del suolo volte a mantenere la sua fertilità naturale e a ridurre la contaminazione da prodotti chimici. Un terreno sano e ricco può assorbire meglio i nutrienti, riducendo così il rischio di inquinamento delle acque superficiali.

Infine, gli agricoltori biologici utilizzano solo metodi di controllo biologico per gestire le infestanti e i parassiti. Ad esempio, oltre ad utilizzare prodotti di origine naturale per il trattamento delle piante, spesso introducono insetti predatori o piante di copertura. Questo aiuta a mantenere l’equilibrio ecologico e riduce la necessità di ricorrere a sostanze chimiche nocive.

Favorire la diversità agricola

La diversità agricola è uno dei capisaldi delle coltivazioni che producono alimenti biologici. Con questo concetto ci si riferisce alla varietà di colture agricole e specie animali che vengono coltivate e allevate in un determinato territorio. Si fa specifico riferimento alle varietà locali, tradizionali e geneticamente diverse all’interno di una stessa specie.

La promozione della diversità agricola è un pilastro della sostenibilità agricola. Pratiche come la rotazione delle colture, l’uso di colture di copertura e la selezione di varietà resistenti contribuiscono a ridurre l’uso di prodotti chimici e l’erosione del suolo, favorendo un’agricoltura ecologicamente sostenibile.

Tutelare la diversità agricola scegliendo prodotti biologici è essenziale per svariate ragioni, tra cui:

È opportuno sottolineare che la diversità agricola può anche favorire lo sviluppo dell’economia locale, attraverso la valorizzazione di prodotti agricoli tipici e di nicchia, che possono essere apprezzati a livello regionale e internazionale.

Infine, è opportuno porre attenzione che i prodotti scelti siano realmente biologici: sulla confezione devono essere presenti il logo della foglia su sfondo verde e diciture esplicite come “biologico” o “da agricoltura biologica”. In questo senso si ricorda anche la differenza tra alimenti biologici e alimenti a km 0.

Gli alimenti biologici sono coltivati seguendo specifiche normative per l’agricoltura biologica e possono provenire da qualsiasi distanza, mentre gli alimenti a km 0 sono prodotti localmente e non implicano necessariamente il rispetto di standard biologici. Entrambi i concetti sono correlati alla promozione di un’agricoltura sostenibile e alla valorizzazione dei prodotti locali, ma presentano caratteristiche diverse nell’ambito delle pratiche agricole e della provenienza geografica.

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Chiara Martinelli
L'autore
Chiara Martinelli

Nasce il 23 gennaio 1976. Nel 1995 ottiene il diploma di maturità classica con 58/60 al liceo classico Raffaello di Urbino, nel 2002 si laurea in Farmacia , laurea magistrale , con votazione di 110/110 e dichiarazione di lode presso la Facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Urbino. Supera di seguito l’Esame di stato con la massima valutazione e consegue , sempre nel 2002, una borsa di studio per attività di ricerca in chimica farmaceutica presso la Facoltà di Farmacia. Dal 2003 al 2006 svolge un Dottorato di Ricerca dal titolo “Metodologie Morfo-funzionali applicate all’esercizio fisico”, presso la Facoltà di Scienze motorie di Urbino . Diventa Dottore di ricerca nel 2006 ed in seguito, fino al 2012, svolge ruolo di assegnista di ricerca presso l’Istituto di ricerca della Facoltà di Scienze Motorie di Urbino , conseguendo in questi anni molte pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali a riguardo degli effetti antiossidanti della creatina su cellule in coltura. Dal 2013 ad oggi svolge ruolo di persona responsabile (Direttore tecnico) di un deposito all’ingrosso di medicinali destinati all’uso umano, appartenente alla Farmacia di cui è socia.