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Differenza tra cellulite e ritenzione idrica

Di Chiara Martinelli  ·  27 Ottobre 2023  ·  5 min di lettura
Differenza tra cellulite e ritenzione idrica

Conoscere la differenza tra cellulite e ritenzione idrica è importante per mettere in campo i rimedi migliori per contrastarle. Se per gli specialisti è un dato di fatto che questi disturbi non siano la stessa cosa, ai meno esperti la distinzione può non essere del tutto chiara.

Cellulite e ritenzione idrica: qual è la differenza

Ciò che accomuna cellulite e ritenzione idrica è che sono entrambe correlate al funzionamento del sistema circolatorio venoso e linfatico. Quando questi sistemi subiscono alterazioni o squilibri, possono causare l’accumulo di liquidi nei tessuti sottocutanei o provocare ristagni ed edemi.

Mentre la ritenzione idrica è un disturbo temporaneo che, se non trattato, può contribuire alla comparsa della cellulite, quest’ultima è una patologia vera e propria dovuta a un’alterazione del tessuto sottocutaneo e può diventare una condizione permanente.

Cellulite

La cellulite è una patologia che si manifesta con la comparsa di buchi o fossette irregolari sulla pelle. È causata da un’infiammazione del tessuto adiposo sottocutaneo, che provoca l’aumento del numero e del volume delle cellule di grasso e la fibrosi del tessuto connettivo, conferendo quel tanto odiato aspetto a buccia d’arancia della pelle.

Il principale responsabile della comparsa della cellulite è il cattivo funzionamento del sistema circolatorio venoso e di quello linfatico. Quando questi sistemi non riescono ad assolvere alla loro funzione nel modo corretto, il ristagno di liquidi aumenta, lo stato infiammatorio del tessuto sottocutaneo si aggrava e l’aspetto della cellulite peggiora.

Altre concause del disturbo, di natura genetica, ormonale, vascolare, alimentare o comportamentale, sono:

La cellulite può essere localizzata in aree circoscritte, come fianchi, cosce, glutei, braccia o addome, o diffusa, ovvero interessare aree più estese del corpo. Può manifestarsi in forme diverse, che variano in base allo stadio di sviluppo del disturbo, che può essere:

Nonostante la cellulite venga considerata un inestetismo, se non trattata, può diventare una condizione permanente e trasformarsi in un problema di salute. La crescita esagerata delle cellule che compongono il tessuto adiposo sottocutaneo, infatti, può compromettere in via definitiva la circolazione venosa e linfatica, comprimere i nervi e causare sensazioni anche molto dolorose.

Peggiora lentamente ma in modo progressivo: è questo che rende la cellulite un disturbo insidioso da contrastare. Se lo stadio di sviluppo non è molto avanzato, si può intervenire con creme, integratori e altri trattamenti topici da eseguire in autonomia. Nei casi più gravi, invece, potrebbe rivelarsi necessario ricorrere a trattamenti estetici professionali, come linfodrenaggio, carbossiterapia o mesoterapia.

Altre strategie efficaci per ridurre o contrastare la cellulite riguardano lo stile di vita. Seguire una dieta sana ed equilibrata, povera di sale e ricca di liquidi, e fare esercizio fisico regolare a bassa intensità sono atteggiamenti virtuosi che possono contribuire a potenziare gli effetti dei trattamenti anticellulite.

Ritenzione idrica

Sebbene ci sia differenza tra cellulite e ritenzione idrica, anche quest’ultima è causata dal cattivo funzionamento del sistema circolatorio venoso e linfatico.

Il disturbo si manifesta quando c’è un ristagno di liquidi nel tessuto adiposo sottocutaneo. L’alterata circolazione venosa e linfatica causa la formazione di edemi, che possono ostacolare il corretto funzionamento della circolazione. Un circolo vizioso che, a sua volta, provoca la fuoriuscita e l’accumulo di liquidi nel tessuto sottocutaneo, che si gonfia esercitando pressione sul tessuto circostante.

Se gli edemi non sono transitori ma ristagnano per lungo tempo possono causare l’ipertrofia degli adipociti e un’infiammazione a carico del tessuto adiposo sottocutaneo, contribuendo alla comparsa della cellulite.

Altre cause all’origine del disturbo sono:

Nella maggior parte dei casi, si tratta di cause associate a condizioni passeggere che fanno dilatare i vasi sanguigni, comportano un momentaneo ristagno di liquidi nell’organismo, alterano gli equilibri idrolitici del corpo e impediscono il libero fluire della circolazione sanguigna.

Alla base della ritenzione idrica, però, può esserci una patologia vera e propria. I segni attraverso cui si manifesta il disturbo, infatti, possono indicare la presenza di un problema a carico del cuore o dei reni o essere dovuti ad allergie o infiammazioni. Tra le patologie più comuni associate alla ritenzione idrica ci sono artrite, insufficienza renale, cirrosi epatica e ipotiroidismo.

Come riconoscere la differenza tra ritenzione idrica e cellulite? Prestando attenzione ai sintomi. La prima si manifesta nelle zone del corpo predisposte all’accumulo di grassi, come cosce, glutei e addome, ed è tipicamente associata a una sensazione di gonfiore e pesantezza alle gambe, estremità degli arti fredde, assenza di buchi, fossette o pelle a buccia d’arancia nella zona interessata dal gonfiore e pelle molle e gommosa al tatto.

Per accertarsi che il nemico da contrastare sia la ritenzione idrica e non la cellulite, è possibile eseguire un test, esercitando una leggera pressione sulla zona interessata e osservando se diventa pallida prima di tornare al suo colore originario.

La ritenzione idrica può essere contrastata adottando alcuni accorgimenti:

Se la causa del disturbo è una patologia, ripensare il proprio stile di vita potrebbe non essere sufficiente. In queste circostanze, infatti, è consigliato rivolgersi al proprio medico curante e attenersi alle terapie, farmacologiche e non, da lui prescritte per contrastare la ritenzione idrica ed evitare che degeneri nella cellulite.

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Chiara Martinelli
L'autore
Chiara Martinelli

Nasce il 23 gennaio 1976. Nel 1995 ottiene il diploma di maturità classica con 58/60 al liceo classico Raffaello di Urbino, nel 2002 si laurea in Farmacia , laurea magistrale , con votazione di 110/110 e dichiarazione di lode presso la Facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Urbino. Supera di seguito l’Esame di stato con la massima valutazione e consegue , sempre nel 2002, una borsa di studio per attività di ricerca in chimica farmaceutica presso la Facoltà di Farmacia. Dal 2003 al 2006 svolge un Dottorato di Ricerca dal titolo “Metodologie Morfo-funzionali applicate all’esercizio fisico”, presso la Facoltà di Scienze motorie di Urbino . Diventa Dottore di ricerca nel 2006 ed in seguito, fino al 2012, svolge ruolo di assegnista di ricerca presso l’Istituto di ricerca della Facoltà di Scienze Motorie di Urbino , conseguendo in questi anni molte pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali a riguardo degli effetti antiossidanti della creatina su cellule in coltura. Dal 2013 ad oggi svolge ruolo di persona responsabile (Direttore tecnico) di un deposito all’ingrosso di medicinali destinati all’uso umano, appartenente alla Farmacia di cui è socia.