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Come si forma la ritenzione idrica?

Di Chiara Martinelli  ·  25 Luglio 2024  ·  5 min di lettura

La ritenzione idrica è una condizione che viene caratterizzata dall’accumulo eccessivo di liquidi all’interno dei tessuti corporei. Il fenomeno può essere causato da una pluralità di fattori, alcuni contingenti o altri congeniti, che possono rendere gli inestetismi conseguenti più o meno evidenti o duraturi nel tempo.

 

Dallo squilibrio idrico, ad un’alimentazione ricca di sale ad infiammazioni o condizioni mediche, scopriamo insieme come si forma la ritenzione idrica.

1. Squilibrio Idrico

Il bilancio idrico corporeo è regolato da un complesso sistema che coinvolge reni, sistema endocrino, e meccanismi osmotici. I reni giocano un ruolo cruciale nella regolazione dei fluidi corporei attraverso il filtraggio del sangue, il riassorbimento, e l’escrezione di acqua ed elettroliti. Gli ormoni, come l’aldosterone e l’ormone antidiuretico (ADH), modulano la quantità di acqua trattenuta o rilasciata dai reni.

Gli elettroliti come sodio, potassio e cloruro sono essenziali per mantenere l’equilibrio idrico. Il sodio, in particolare, è un regolatore chiave del volume del liquido extracellulare. Un aumento della concentrazione di sodio, spesso dovuto a una dieta ricca di sale, può indurre ritenzione di acqua per diluire l’eccesso di sodio, manifestandosi come edema.

L’ipokaliemia (bassi livelli di potassio) può anche compromettere la capacità dei reni di concentrare l’urina, portando a ritenzione di liquidi.

Lo squilibrio idrico può essere favorito da condizioni patologiche – come l’insufficienza cardiaca, malattie renali o cirrosi epatica – ma anche da alcune cattive abitudini come:

Durante la gravidanza, è comune che le donne sperimentino ritenzione idrica, che può manifestarsi con gonfiore alle estremità, particolarmente ai piedi e alle caviglie: questo fenomeno è principalmente dovuto a cambiamenti fisiologici e ormonali che influenzano il bilancio idrico del corpo.

L’aumento del volume sanguigno necessario per sostenere la crescita del feto e la maggiore produzione di ormoni, come il progesterone, possono portare a una maggiore permeabilità capillare e a una diminuzione del ritorno venoso. Inoltre, la pressione esercitata dall’utero in crescita sulle vene pelviche può ridurre il flusso di sangue dalle gambe al cuore, contribuendo ulteriormente alla ritenzione di liquidi. Sebbene generalmente fisiologica, è importante monitorare attentamente questa condizione per distinguere la ritenzione idrica normale da segni di possibili complicanze come la preeclampsia.

2. Eccessiva assunzione di sale

Quando ci si chiede come si forma la ritenzione idrica è opportuno considerare come un’eccessiva assunzione di sale possa giocare un ruolo fondamentale. Il cloruro di sodio è infatti strettamente collegato al bilancio idrico e osmotico del corpo e, quando assunto in quantità significative, aumenta la concentrazione nel sangue: a questo punto il nostro corpo, per mantenere l’equilibrio elettrolitico, trattiene una quantità di liquidi per diluire l’eccesso di sodio, portando alla ritenzione idrica. Ecco perché il sale può essere tra le cause della ritenzione idrica.

Le linee guida nutrizionali raccomandano di limitare l’assunzione di sale a non più di 5-6 grammi al giorno (circa un cucchiaino da tè) per gli adulti. Questa quantità include il sale aggiunto durante la preparazione dei cibi e quello già presente negli alimenti trasformati.

Ridurre l’assunzione di sale può aiutare a prevenire la ritenzione idrica, mantenere la pressione sanguigna entro livelli normali e assicurare un maggiore benessere nella persona, oltre a limitare le conseguenze antiestetiche che questo inestetismo comporta.

Per poter contrastare la ritenzione idrica causata esclusivamente dall’eccessiva assunzione di sale è possibile non solo modulare la dieta in questo senso, ma assumere degli integratori drenanti che favoriscono l’eliminazione di liquidi in eccesso.

3. Infiammazioni e condizioni mediche

La ritenzione idrica può essere causata da varie infiammazioni e condizioni mediche che alterano il normale equilibrio dei fluidi corporei. Tra queste ci sono:

Le infiammazioni localizzate, come quelle causate da infezioni, traumi o allergie, possono provocare ritenzione idrica nell’area colpita. L’infiammazione aumenta la permeabilità dei capillari, permettendo ai liquidi di fuoriuscire nei tessuti circostanti: questo tipo di edema è generalmente limitato alla zona interessata dall’infiammazione. Tra le principali infiammazioni che possono portare la ritenzione idrica ci sono:

La ritenzione idrica può derivare da diverse infiammazioni e condizioni mediche che influenzano il normale equilibrio dei fluidi corporei: comprendere le cause sottostanti è essenziale per una diagnosi accurata e un trattamento efficace.

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Chiara Martinelli
L'autore
Chiara Martinelli

Nasce il 23 gennaio 1976. Nel 1995 ottiene il diploma di maturità classica con 58/60 al liceo classico Raffaello di Urbino, nel 2002 si laurea in Farmacia , laurea magistrale , con votazione di 110/110 e dichiarazione di lode presso la Facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Urbino. Supera di seguito l’Esame di stato con la massima valutazione e consegue , sempre nel 2002, una borsa di studio per attività di ricerca in chimica farmaceutica presso la Facoltà di Farmacia. Dal 2003 al 2006 svolge un Dottorato di Ricerca dal titolo “Metodologie Morfo-funzionali applicate all’esercizio fisico”, presso la Facoltà di Scienze motorie di Urbino . Diventa Dottore di ricerca nel 2006 ed in seguito, fino al 2012, svolge ruolo di assegnista di ricerca presso l’Istituto di ricerca della Facoltà di Scienze Motorie di Urbino , conseguendo in questi anni molte pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali a riguardo degli effetti antiossidanti della creatina su cellule in coltura. Dal 2013 ad oggi svolge ruolo di persona responsabile (Direttore tecnico) di un deposito all’ingrosso di medicinali destinati all’uso umano, appartenente alla Farmacia di cui è socia.