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Bambini

Come lavare e sterilizzare biberon e tettarelle?

Di Chiara Martinelli  ·  20 Giugno 2024  ·  5 min di lettura

La pulizia e la sterilizzazione di biberon e tettarelle sono fondamentali per garantire la salute e la sicurezza del bambino. Questi processi aiutano a prevenire infezioni e contaminazioni causate da batteri e residui di latte. Lavare e sterilizzare  biberon e tettarelle richiede attenzione e precisione, utilizzando tecniche e strumenti adeguati. L’uso di acqua calda e sapone per la pulizia quotidiana, seguito da metodi di sterilizzazione come bollitura, sterilizzatori a vapore o soluzioni chimiche, assicura che tutti i residui e i germi vengano eliminati. Comprendere e applicare correttamente queste procedure è essenziale per mantenere l’igiene e proteggere la salute del neonato.

1. Smontare il biberon

Smontare correttamente il biberon e le tettarelle è un passaggio cruciale per garantire una pulizia e una sterilizzazione efficaci. Questo processo permette di raggiungere tutte le parti del biberon e della tettarella, eliminando completamente i residui di latte e i batteri.

Il biberon deve essere smontato in tutte le sue parti principali prima di procedere con la pulizia. Questo include:

Ogni componente deve essere trattato separatamente per assicurare una pulizia approfondita.

2. Lavare a mano o in lavastoviglie i componenti

La pulizia dei componenti del biberon è un passaggio cruciale per garantire l’igiene e la sicurezza alimentare del bambino. Le due principali metodologie di lavaggio sono:

vantaggi di scegliere di lavare a mano il biberon sono:

Quando si decide di lavare a mano i biberon si suggerisce di acquistare uno scovolino apposito, di solito in gomma o in silicone, che permette di raggiungere tutte le parti del biberon in maniera agevole e immediata.

Quando invece si decide di lavare in lavastoviglie è possibile godere di altri benefici pratici:

In questo caso è essenziale, prima di tutto, assicurarsi che i componenti per biberon siano

etichettati come lavabili in lavastoviglie: alcuni materiali possono deformarsi o deteriorarsi a causa del calore elevato e dei detergenti aggressivi. Inoltre, assicurati di disporre i componenti nella lavastoviglie in modo che l’acqua e il detergente possano raggiungere tutte le superfici. Utilizzare cestelli o contenitori appositi per piccoli oggetti come le tettarelle e le valvole e inserire detergenti delicati e specifici per bambini, evitando prodotti troppo aggressivi che potrebbero lasciare residui nocivi.

Sterilizzare a caldo o a freddo

La sterilizzazione di biberon e tettarelle è un passaggio essenziale per garantire la sicurezza alimentare del neonato, eliminando germi e batteri che possono causare infezioni. Esistono diversi metodi per sterilizzare i biberon, ognuno con i propri vantaggi e considerazioni.

Tra i metodi a sterilizzazione a caldo più usati e antichi c’è quello di mettere il biberon, smontato e precedentemente lavato, in una pentola con acqua bollente: questo metodo, distrugge i batteri in modo affidabile e non richiede strumenti specifici, sebbene sia necessario molto tempo per utilizzarlo e non sia applicabile in tutti i casi (alcuni componenti potrebbero deteriorarsi).

Una seconda alternativa per sterilizzare a caldo riguarda l’uso di uno sterilizzatore elettrico a vapore: rapido e facile da usare, riduce il rischio di contaminazione, sebbene preveda un investimento iniziale nello sterilizzatore e necessiti di una pulizia regolare del serbatoio.

Per quanto riguarda i metodi di sterilizzazione a freddo, invece, si possono utilizzare soluzioni a base di ipoclorito di sodio: dopo aver preparato un recipiente con acqua fredda e la soluzione sterilizzante, non resta che immergente i componenti smontati del biberon, meglio se precedentemente lavati per rimuovere i residui di latte per neonato, e lasciarli in immersione per almeno 30 minuti. Al termine del tempo, non resta che risciacquare abbondantemente.

L’uso di ipoclorito di sodio è un metodo per sterilizzare il biberon sicuro in quanto non richiede l’impiego di una fonte di calore, ideale quindi quando ci si trova in viaggio. Tuttavia, richiede un tempo di immersione prolungato e richiede un risciacquo accurato per evitare irritazioni.

Al termine della sterilizzazione, è essenziale asciugare accuratamente i biberon per prevenire la proliferazione di batteri e muffe: utilizzare un panno pulito e privo di lanugine per tamponare delicatamente i componenti, oppure lasciarli asciugare all’aria su uno scolabiberon appositamente progettato per garantire una ventilazione ottimale.

Una volta asciutti, i biberon e le loro componenti dovrebbero essere riposti in un contenitore pulito e chiuso, lontano da fonti di contaminazione come polvere e umidità. È consigliabile evitare di toccare l’interno dei biberon e delle tettarelle con le mani per mantenere la sterilità. Conservare i biberon assemblati o in un sacchetto sigillato fino al momento dell’uso aiuta a preservare l’igiene e a garantire che siano pronti per l’alimentazione del bambino

Oltre a lavare e sterilizzare regolarmente i biberon, è fondamentale sostituire periodicamente le loro componenti per garantire la massima igiene e sicurezza per il neonato. Le tettarelle, in particolare, dovrebbero essere sostituite ogni 1-2 mesi, poiché possono deteriorarsi e sviluppare microfessure che favoriscono l’accumulo di batteri.

Anche gli altri componenti del biberon, come anelli di tenuta e valvole anticolica, devono essere controllati e sostituiti ogni 2-3 mesi o immediatamente se mostrano segni di usura o danni. Mantenere una routine di sostituzione regolare aiuta a prevenire problemi igienici e a garantire che il biberon funzioni correttamente, offrendo al bambino un’alimentazione sicura e confortevole.

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Chiara Martinelli
L'autore
Chiara Martinelli

Nasce il 23 gennaio 1976. Nel 1995 ottiene il diploma di maturità classica con 58/60 al liceo classico Raffaello di Urbino, nel 2002 si laurea in Farmacia , laurea magistrale , con votazione di 110/110 e dichiarazione di lode presso la Facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Urbino. Supera di seguito l’Esame di stato con la massima valutazione e consegue , sempre nel 2002, una borsa di studio per attività di ricerca in chimica farmaceutica presso la Facoltà di Farmacia. Dal 2003 al 2006 svolge un Dottorato di Ricerca dal titolo “Metodologie Morfo-funzionali applicate all’esercizio fisico”, presso la Facoltà di Scienze motorie di Urbino . Diventa Dottore di ricerca nel 2006 ed in seguito, fino al 2012, svolge ruolo di assegnista di ricerca presso l’Istituto di ricerca della Facoltà di Scienze Motorie di Urbino , conseguendo in questi anni molte pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali a riguardo degli effetti antiossidanti della creatina su cellule in coltura. Dal 2013 ad oggi svolge ruolo di persona responsabile (Direttore tecnico) di un deposito all’ingrosso di medicinali destinati all’uso umano, appartenente alla Farmacia di cui è socia.